Parma & (5) stars

L’anno scorso di questi tempi infuriavano già le polemiche per l’organizzazione di una rassegna di concerti in piazza Duomo.

Chi l’ha visto?

Poi venne il disastro della cancellazione delle prime date a seguito di un sopralluogo della commissione che rilevò una serie di inosservanze da parte degli organizzatori e oggi l’ultimo atto di questa vicenda dai contorni assurdi: la cancellazione dell’Associazione IKO Italia Konzert Opera da futuri benefici per i prossimi 5 anni, ai sensi del Regolamento in materia di contributi, vantaggi economici e patrocini del Comune di Parma.

A sancirlo una determina dirigenziale che spiega che la suddetta associazione non ha mai presentato la rendicontazione della manifestazione, atto obbligatorio da presentare entro 120 giorni dalla conclusione dell’evento.

Cala così il sipario su quella che è stata una vera e propria odissea amministrativa, non priva però di avvisaglie che avrebbero potuto mettere sull’attenti l’assessore e i suoi dirigenti, non a caso su questo tema avevo presentato due interrogazioni.
Che qualcosa non fosse proprio chiaro lo avevo intuito leggendo la determina con le quale si concedevano patrocinio e benefici economici allorquando si descriveva IKO Italia Konzert Opera come un’associazione con finalità culturali ed artistiche, senza scopo di lucro.
Come e in che senso un’organizzatore che si presenta leader in Europa nella promozione di grandi eventi e che organizza una rassegna interamente a biglietto d’ingresso possa definirsi “non a scopo di lucro” è per me ancora oggi un mistero.
Mi si dirà che le due questioni sono distinte e slegate tra loro e probabilmente sarà così, però una cosa oggi mi pare si possa dire: viste le premesse forse ci si poteva fermare e valutare meglio la situazione anche e in considerazione del fatto che pochi mesi prima un’altra manifestazione voluta con forza da questa amministrazione, la mostra Mater, si avviava ad avere analoghi problemi di rapporto con gli organizzatori.
La verità è che in questa come in altre vicende abbiamo pagato l’arroganza e la supponenza dei nostri amministratori i quali, come spesso accade, di fronte alle nostre richieste di spiegazioni o all’esternazione dei nostri dubbi si sono limitati a chiudersi a riccio e tirare ostinatamente dritto per la loro strada. E i risultati oggi si possono apprezzare pienamente.
 
Roberto Ghiretti
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