L’agonia della TEP. Chi ha sbagliato ne risponda.

tepstoricaIn questi pochi giorni che ci hanno separato dalla scoperta che Tep sarebbe uscita sconfitta dalla gara per l’appalto del servizio di trasporto pubblico provinciale poche sono state le parole pubbliche spese dall’attuale Cda.
Il tutto si riassume nella speranza che l’offerta vincente, quella di Busitalia, possa non superare i controlli e le verifiche di legge relativamente alla sostenibilità del piano industriale presentato. Mi auguro ovviamente che tale fase, che dovrebbe concludersi entro metà dicembre, possa portare novità positive per la nostra azienda di trasporto.

Nessuna reazione invece da parte dei due proprietari, Comune e Provincia, rispetto alla mia richiesta di dimissionare rapidamente l’intero Cda, motivo per cui, nel rinnovare tale proposta, vorrei precisare bene i motivi che mi hanno portato ad assumere tale posizione.
Ipotizzando lo scenario peggiore, ovvero che si arrivi ad una aggiudicazione definitiva entro la fine di dicembre, sono previsti 35 giorni per gli eventuali ricorsi dei concorrenti risultati perdenti.
Se tali ricorsi non ci fossero entro fine gennaio – metà febbraio 2017 dovrebbe potersi procedere alla sottoscrizione del contratto con il vincitore, il quale avrebbe poi tempo sei mesi per adempiere a tutti gli obblighi relativi al subentro (passaggio del personale, acquisto degli autobus ed altre attrezzature da Tep, ecc.) per poi essere operativo a settembre del prossimo anno.

Detto questo la fase più delicata diventa quella di quei 35 giorni a disposizione per decidere se presentare o meno ricorso. La delicatezza è dettata da due diverse necessità, potenzialmente in contrasto tra loro: da una parte quella di valutare attentamente la fondatezza o meno di un eventuale ricorso al Tar, dall’altra quella di governare il passaggio di consegne nell’interesse dei cittadini e dell’azienda, per garantire agli uni le miglior condizioni del servizio e agli altri le migliori tutele del loro lavoro. Fra queste due considerazioni si inserisce il tema della permanenza in carica dell’attuale Cda, il quale con un eventuale ricorso otterrebbe un primo sicuro risultato: mantenersi in carica più a lungo in attesa degli esiti del procedimento; un tema che poco ha a che fare con gli interessi dell’azienda e del territorio in generale.

Per questo motivo, per sgombrare il campo da qualsiasi ombra, credo fortemente che in caso di aggiudicazione della gara a Busitalia gli enti locali dovrebbero procedere immediatamente con la nomina di un commissario “ad acta” per valutare serenamente con lui se esistono gli estremi e l’opportunità di un ricorso da parte di Tep.
Inoltre occorrerebbe disporre di un amministratore fiduciario per gestire al meglio l’eventuale fase di transizione con il nuovo gestore.
Del resto vale la pena di ribadire che questo Cda è totalmente responsabile della sconfitta di Tep in una gara dove l’azienda pare essere rimasta indietro su tutti gli elementi messi in gioco. Con un tale biglietto da visita non vedo proprio quale rapporto fiduciario possa esserci ancora tra proprietà e Cda di Tep.

(Roberto Ghiretti)

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