Insulto di Casa Pound alla memoria condivisa

Per chi come me ha avuto un padre deportato dai nazisti leggere lo striscione irripetibile affisso   dagli attivisti di Casa Pound all’esterno di alcuni istituti superiori della nostra città comporta un dolore prima di ancora che politico, umano.
Per quanto mi riguarda si tratta di una cosa che non può essere semplicemente derubricata come una goliardata ma segna piuttosto un punto di non ritorno  che deve essere stigmatizzato da tutte le forse politiche che si riconoscono in quel percorso democratico che è fondante del nostro Paese e che giustamente vede nella Resistenza il suo punto di origine.

Casa Pound con questa sua uscita si pone al di fuori del consesso democratico e come tale deve essere trattata da tutta quella politica che non si riconosce in un estremismo becero e obsoleto che certo non può trovare udienza in una città che, lo ricordo, è Medaglia d’oro per la resistenza.
Qualsiasi tentativo di ridurre la portata e il significato politico di quanto scritto dai sostenitori di Casa Pound rischia di apparire come espressione di una debolezza che non può e non deve esistere ed è per questo motivo che è mia intenzione portare quanto prima l’argomento in Consiglio comunale con l’obiettivo di condividere tutte le azioni possibili e necessarie affinché si possa isolare e contrastare efficacemente realtà come questa.

Roberto Ghiretti

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